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Genazzano, restituito dai Carabinieri un dipinto raffigurante "Beato Roberto De Salla”, rubata dal Convento di San Pio nel 2011

Con una significativa cerimonia i Carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale hanno restituito al legale dell’Ente Convento Santa Maria del Buon Consiglio un’importante dipinto raffigurante “Beato Roberto De Salla”, opera pittorica rubata nel 2011 dal Convento San Pio di Genazzano.

printDi :: 02 aprile 2025 15:18
beato roberto de salle dipinto

beato roberto de salle dipinto

(AGR) Il 21 marzo 2025, nella sede della Basilica Santuario Madre del Buon Consiglio di Genazzano (RM), i Carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno restituito al legale rappresentante dell’Ente Convento Santa Maria del Buon Consiglio un’importante dipinto raffigurante “Beato Roberto De Salla”, opera pittorica rubata nel 2011 dal Convento San Pio di Genazzano.

Nel febbraio di quest’anno il dipinto, schedato dall’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, censito anche nel bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio” edito dal Comando TPC, non è sfuggito alle attenzioni investigative dei militari TPC che monitorano costantemente il mercato antiquario e che quotidianamente svolgono attività preventiva nel settore del commercio di beni culturali. Il bene culturale, localizzato dai Carabinieri nella sede di un esercizio antiquariale dell’area romana, ha portato al deferimento in stato di libertà di una persona per il reato di ricettazione di beni culturali.

 
La conseguente comparazione della figura del Beato con le opere presenti nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal Comando TPC quale unico archivio informatizzato al mondo contenente oltre 6 milioni di beni culturali censiti, ha consentito la riconducibilità della tela sequestrata con quella sottratta al convento agostiniano.

Le indagini della Sezione Antiquariato, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nonché gli approfondimenti tecnici operati dai funzionari della Soprintendenza Area Metropolitana di Roma e della Provincia di Rieti, ritenuti indispensabili alla luce dell’evidente restauro della tela, hanno permesso di confermare la provenienza del bene d’arte trafugato.

Questa importante opera pittorica, di cui si rischiava di perderne le tracce, oggi viene finalmente restituita alla comunità di Genazzano per essere nuovamente ammirata come patrimonio culturale comune.

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