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Ostia, sette stabilimenti balneari in fiamme: fermato un 25enne, si indaga sul racket delle concessioni

Dopo il via libera del Consiglio di Stato alla gara per le concessioni balneari, una serie di incendi ha colpito il litorale di Ostia. Gli investigatori sospettano un atto doloso legato al controllo del territorio

printDi :: 27 marzo 2025 12:21
Stabilimento Belsito - Vigili del fuoco

Stabilimento Belsito - Vigili del fuoco

(AGR) Nel pomeriggio di mercoledì, il Consiglio di Stato ha dato il via libera al bando per le concessioni di 31 stabilimenti balneari di Ostia, dopo lo stop iniziale imposto dal Tar del Lazio. Solo poche ore dopo, una serie di incendi ha devastato cinque lidi, portando a sette il totale degli stabilimenti colpiti nel giro di due giorni.

I primi due roghi si erano verificati lunedì 24 marzo, colpendo le strutture de "Le Dune" e del "Belsito". Ma è mercoledì sera che la situazione si è fatta più grave: intorno alle 21, le fiamme hanno investito cinque stabilimenti in rapida successione - il "Vittoria", il "Plinius", il "Salus", l'"Elmi" e il "Delfino". Danni ingenti non solo alle cabine, ma anche a pedalò, sdraio e strutture in legno. Tentativi di incendio sono stati segnalati anche presso "Il Battistini" e "Il Capanno", ma la presenza di persone ha impedito che le fiamme si propagassero.

 
Le tempistiche degli incendi destano sospetti. La loro quasi contemporaneità e il fatto che siano avvenuti subito dopo la decisione del Consiglio di Stato fanno pensare a un possibile atto intimidatorio. La gara per le concessioni balneari di Ostia, ora definitivamente autorizzata, prevede 31 nuove assegnazioni con un obbligo di royalty al Comune di Roma, una condizione contestata da alcuni gestori storici.

Ostia Lungomare - Vigili del fuoco

Ostia Lungomare - Vigili del fuoco

Nella serata di mercoledì, la polizia ha fermato un 25enne romano, sorpreso vicino allo stabilimento "Mami", da cui si stava allontanando di corsa. L'uomo, residente nel quartiere San Giovanni, è stato portato in commissariato insieme a una ragazza che si trovava con lui. Le loro versioni sono state giudicate contraddittorie, anche se nello zaino del giovane non sono stati trovati materiali direttamente riconducibili ai roghi. Le forze dell'ordine stanno ora esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza per accertare eventuali responsabilità. La pista più accreditata rimane quella del dolo, con un possibile collegamento al racket che da anni opera nel settore balneare del litorale romano.

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha annunciato la sua partecipazione al Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, dove discuterà della questione con il prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Anche l'assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, si è recato sul posto per monitorare la situazione da vicino. Le indagini proseguono per identificare con certezza gli autori degli incendi e capire se vi sia un legame diretto con la nuova assegnazione delle concessioni balneari.

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